Come recuperare l'olfatto? il training olfattivo

Come recuperare l’olfatto? Il training olfattivo e il ruolo degli oli essenziali

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    Perdere l’olfatto significa perdere, almeno temporaneamente, una parte importante del nostro rapporto con ciò che ci circonda. 

    Gli odori ci aiutano a riconoscere un alimento, un luogo, una persona; partecipano alla percezione del gusto e sono strettamente intrecciati alla memoria. Per questo una riduzione dell’olfatto può incidere sulla qualità della vita molto più di quanto immaginiamo. 

    Dopo un’influenza, un raffreddore o un’altra infezione delle vie respiratorie può capitare di avvertire una riduzione della capacità olfattiva o, in alcuni casi, di perderla completamente.

    Il disturbo può essere transitorio, ma tempi e possibilità di recupero dipendono dalla causa e dall’entità dell’alterazione. 

    Negli ultimi anni la ricerca ha approfondito in particolare il ruolo del training olfattivo, una pratica di riabilitazione basata sull’esposizione ripetuta e consapevole agli odori. 

    Quando l’olfatto cambia: anosmia, iposmia e parosmia 

    Non tutte le alterazioni dell’olfatto sono uguali. 

    Si parla di anosmia quando la capacità di percepire gli odori è completamente assente e di iposmia quando risulta ridotta. Con il termine parosmia si indica invece un’alterazione qualitativa: l’odore viene percepito, ma in maniera diversa rispetto a prima. 

    Le cause possono essere numerose. Oltre alle infezioni respiratorie virali, possono entrare in gioco condizioni rinosinusali, traumi e altre patologie; per questo una perdita persistente dell’olfatto merita sempre di essere inquadrata correttamente. 

    L’esperienza del Covid-19 ha portato una nuova attenzione scientifica su questi disturbi, ma ha anche mostrato quanto il sistema olfattivo sia complesso. Non si tratta semplicemente di un collegamento tra naso e cervello che si “spegne” e deve essere riacceso.

    Le molecole odorose vengono intercettate dai neuroni sensoriali presenti nell’epitelio olfattivo; da qui il segnale raggiunge il bulbo olfattivo e successivamente diverse aree cerebrali coinvolte nella percezione, nel riconoscimento e nell’elaborazione degli odori. 

    Dopo alcune infezioni questo sistema può essere interessato a più livelli, attraverso processi infiammatori e modificazioni che coinvolgono l’epitelio e le vie olfattive. 

    Un sistema capace di cambiare e adattarsi 

    C’è però una caratteristica particolarmente affascinante dell’olfatto: la sua plasticità.

    I neuroni sensoriali dell’epitelio olfattivo sono soggetti a continuo rinnovamento. Questa capacità contribuisce all’adattamento del sistema all’esperienza, all’apprendimento e anche alla risposta dopo un danno. 

    È in questo contesto che si inserisce il training olfattivo. Non consiste nell’annusare occasionalmente qualcosa di molto profumato, ma nell’esporre il sistema olfattivo in modo regolare, ripetuto e consapevole a stimoli odorosi differenti. Una sorta di ginnastica del naso, praticata con costanza. 

    Il training olfattivo: cosa dice la ricerca 

    Il training olfattivo viene studiato da oltre quindici anni come strategia di riabilitazione delle disfunzioni dell’olfatto. 

    Uno dei lavori che hanno aperto questo filone di ricerca è stato pubblicato nel 2009 dal gruppo di Thomas Hummel. Da allora sono stati sperimentati protocolli differenti, modificando durata, concentrazione e numero degli odori. 

    Una review dedicata alle disfunzioni olfattive post-virali ha evidenziato che le persone sottoposte a training avevano circa 2,8 volte maggiori probabilità di ottenere un miglioramento clinicamente significativo rispetto ai gruppi di controllo.

    Gli studi suggeriscono inoltre che la costanza conta: periodi di allenamento più lunghi e, in alcuni protocolli, la variazione degli stimoli nel tempo sono stati associati a risultati migliori. 

    Non significa che il training garantisca il recupero dell’olfatto in ogni situazione. Cause differenti, durata del disturbo, gravità e capacità individuale di recupero possono influenzare molto il risultato.

    Significa però che allenare sistematicamente l’olfatto è oggi una delle strategie maggiormente studiate nella riabilitazione olfattiva. 

    Rosa, limone, eucalipto e chiodi di garofano: perché proprio questi odori? 

    Il protocollo originale utilizzava quattro stimoli molto differenti tra loro, associati a rosa, limone, eucalipto e chiodi di garofano. 

    La scelta non era casuale: si rifaceva alla classificazione proposta agli inizi del Novecento dallo psicologo tedesco Hans Henning, che aveva cercato di organizzare gli odori in grandi categorie.

    Rosa, limone, chiodi di garofano ed eucalipto rappresentavano così profili rispettivamente, fruttati, aromatico-speziati e balsamici. 

    L’idea di fondo rimane interessante ancora oggi: offrire al naso stimoli diversi, invece di concentrarsi sempre sullo stesso odore. 

    Come si pratica il training olfattivo 

    Non esiste un unico protocollo applicabile a tutte le situazioni, ma quello maggiormente studiato fornisce alcune indicazioni utili. 

    • Scegliere almeno quattro odori ben distinti 
    • Annusarli due volte al giorno per circa 10-15 secondi 
    • Protrarre il training per almeno 12 settimane. 

    È importante dedicare allo stimolo attenzione e continuità: può essere utile scegliere un ambiente privo di odori estranei, avvicinare uno stimolo alla volta e osservare ciò che viene percepito senza pretendere di riconoscerlo immediatamente. La regolarità dell’esercizio è una parte essenziale del percorso. 



     


    Allenare l’olfatto con gli oli essenziali 

    Gli oli essenziali rappresentano uno strumento particolarmente interessante per costruire un repertorio olfattivo. 

    Sono miscele naturali molto complesse di sostanze volatili e ogni pianta possiede un’identità aromatica peculiare. Un agrume, una foglia, un fiore o un legno non stimolano il naso nello stesso modo e sono spesso facilmente distinguibili anche da chi non ha una formazione specifica. 

    Per iniziare un esercizio di ascolto Olfattiva ha riunito ne I Fantastici 7 sette oli essenziali puri appartenenti a categorie aromatiche differenti: 

    Arancio dolce, Limone, Menta piperita, Eucalipto, Lavanda, Rosmarino e Tea Tree. 

    Allenare i sensi anche quando funzionano bene 

    Il training olfattivo nasce come pratica di riabilitazione, ma dedicare attenzione agli odori può avere un valore anche quando l’olfatto è pienamente efficiente. 

    Imparare a distinguere un profilo agrumato da uno balsamico, riconoscere la differenza tra una foglia, un fiore, una scorza e un legno, cercare il nome di ciò che stiamo percependo significa costruire progressivamente un vocabolario e una memoria olfattiva più ricchi. 

    Gli oli essenziali, con la loro varietà e complessità, sono un repertorio da esplorare per ampliare la nostra personale biblioteca olfattiva. 

    Quando rivolgersi a uno specialista 

    Il training olfattivo non sostituisce una valutazione medica. 

    Una perdita dell’olfatto che persiste nel tempo, compare senza una causa evidente, interessa prevalentemente una sola narice, segue un trauma cranico o si accompagna ad altri sintomi dovrebbe essere valutata dal medico o da uno specialista otorinolaringoiatra. 

    Conoscere la causa dell’alterazione è infatti importante per stabilire il percorso più appropriato. 

    Fonti 

    • Hummel T. et al. Effects of olfactory training in patients with olfactory loss. The Laryngoscope, 2009;119:496–499. 
    • Pekala K. et al. Efficacy of olfactory training in patients with olfactory loss: a systematic review and meta-analysis. International Forum of Allergy & Rhinology, 2016;6:299–307. 
    • Kattar N. et al. Olfactory Training for Postviral Olfactory Dysfunction: Systematic Review and Meta-analysis. Otolaryngology–Head and Neck Surgery, 2021. 
    • Koyama S., Heinbockel T. Chemical Constituents of Essential Oils Used in Olfactory Training: Focus on COVID-19 Induced Olfactory Dysfunction. Frontiers in Pharmacology, 2022;13:835886. 
    • Donelli D., Antonelli M., Valussi M. Olfactory training with essential oils for patients with post COVID-19 smell dysfunction: A case series. European Journal of Integrative Medicine, 2023;60:102253.
    • Rosa A. et al. Chemical Characterization, Sensory Evaluation, and Biological Activity in Neuronal Cells of Essential Oils (Rose, Eucalyptus, Lemon, and Clove) Used for Olfactory Training. Molecules, 2025;30:3591. 

     

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